prima di tutto vennero a prendere gli zingari
e fui contento perchè rubacchiavano
Poi vennero a prendere gli ebrei
e stetti zitto perchè mi stavano antipatici
poi vennero a prendere gli omosessuali
e fui sollevato perchè mi inquietavano
Poi vennero a prendere i comunisti
ed io non dissi nulla perchè non ero comunista
un giorno vennero a prendere me
e non c'era rimasto più nessuno a protestare
martin nieder
Come dice il profeta... non c'è gatto più riuscito di un gatto mancato!
lunedì 30 giugno 2008
martedì 27 maggio 2008
Ricetta per il crème caramel

strumenti:
6 coppette di acciaio o quelle di stagnola che si trovano al supermercato però inquinano)
una telia di quelle per fare le lasagne abbastanza grande da tenere le 6 coppette
ingredienti:
4 uovo (2 intere + due tuorli)
100 gr di zucchero bianco
1 buccia di limone grattuggiato
1/2 (mezzo) litro di latte
Più lo zucchero da far caramellare (circa 70 gr)
Si fa caramellare lo zucchero (si mette in un pentolino da latte a fuoco basso e si fa sciogliere girando con un cucchiaio di legno), quando è dl colore giusto lo si versa sul fondo delle coppette, con attenzione perchè è ustionante)
poi si accende il forno a 180 gradi
poi si mettono tutti gli altri ingredienti in una ciotola grande e si mischiano col minipimer o con una frusta.
poi si versa tutto nelle coppette, che hanno già il caramello raffreddato e indurito.
Poi si prnde la telia, la si mette nel forno (che ora è caldo) e la si riempie fino ad una altezza di due dita di acqua bollente.
Anche meno, quandole coppette saranno dentro, l'acqua deve arrivare a metà delle coppette.
poi si mettono le coppette riempite del mix, si chiude il forno e si aspetta mezz'ora. (siccome non deve lievitare, le prime vote si può aprire il forno per vedere che la temperatura non sia troppo alta e non bruci la superficie, in quel caso si abbassa la temperatura.
poi si spegne il forno e si aspetta che si raffreddi il tutto.
poi si mette in frigorifero, ci può stare 3/4 giorni, il primo girno il caramello non è sciolto, è ancora tutto sul fondo, dal secondo giorno in poi sono buoni.
Allora si prende una coppeta, si rovescia su un piattino et voilà!
giovedì 27 marzo 2008
mangiafuoco

Oggi Micol scherzando sulla categoria diceva che immagina gli psicoanalisti come dei grandi burattinai che manovrano i pazienti inducendoli a cambiare. Le ho risposto che invece il mestiere dello psicoanalista è proprio quello di recidere quei fili, o meglio, di sostenere il paziente mentre se ne libera da solo. Poi ho trovato questa immagine e mi è venuto in mente di scrivere un poco sul blog...
mercoledì 6 febbraio 2008
lunedì 14 gennaio 2008
...è un periodo così

Guarda dolcissima, pallida, bellissima,
Il giorno che viene a morire sui bianchi misteri;
e il silenzio fruscia dolcemente nella stanza,
nell'occulta magia della sera agonizzante.
Noi siamo felici di sapere che ogni cosa
come noi beve questo sprazzo di luce
e con noi si dilegua verso le nuvole rosa...
e il giorno sul vetro è diventato violetto.
Nella dolcezza della sera gemono i rami,
talora lungo le strade agonizza un uccello;
ed ecco che il cielo assume il colore dell'acqua...
mia sorella è il nostro amore che nevica tra i rami.
A. Artaud
...è un periodo così
E l'amore? Occorre lavarsi
da questa sporcizia ereditaria
dove i nostri pidocchi astrali
continuano a spaparanzarsi.
L'organo, l'organo che precuote il vento
la risacca del mare furioso
sono come la melodia profonda
di questo sogno sconcertante.
Di Lei, di noi o di quest'anima
che invitammo al banchetto
dicci chi è l'ingannato
o Ispiratore di tutte le infamie.
Colei che dorme nel mio letto
e spartisce l'aria della mia camera
può giocarsi a dadi sul tavolo
il cielo stesso della mia mente
A. Artaud
da questa sporcizia ereditaria
dove i nostri pidocchi astrali
continuano a spaparanzarsi.
L'organo, l'organo che precuote il vento
la risacca del mare furioso
sono come la melodia profonda
di questo sogno sconcertante.
Di Lei, di noi o di quest'anima
che invitammo al banchetto
dicci chi è l'ingannato
o Ispiratore di tutte le infamie.
Colei che dorme nel mio letto
e spartisce l'aria della mia camera
può giocarsi a dadi sul tavolo
il cielo stesso della mia mente
A. Artaud
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